Presente nuovamente al Vinitaly Dianella propone, attraverso i suoi 8 vini, una storia unica di legame con il territorio.

Passione, impegno e determinazione sono stati il filo conduttore di questi anni per l’azienda che oggi vive un momento particolarmente positivo a conferma delle scelte fatte, con ottimi risultati in Italia e all’estero.


Dianella, aprile 2018 – Le mode cambiano, gli stili no. In queste poche parole si potrebbe sintetizzare la filosofia di Dianella, l’azienda vinicola di Vinci che da sempre propone una produzione di alta qualità mirata ad esaltare le tipicità del proprio territorio.

Una filosofia che nell’arco degli ultimi 15 anni è stata portata avanti con impegno e costanza rendendo l’azienda un punto di riferimento per il territorio. Gli investimenti, le professionalità di chi opera in azienda, il know-how tecnologico e la ricerca in cantina sono stati sviluppati sempre a sostegno del medesimo obiettivo e il risultato oggi è nelle bottiglie, 130.000 all’anno che vengono distribuite in Italia (primariamente nel canale ristorazione e Ho.Re.Ca) e all’estero (in ben 20 Paesi).

“Quando abbiamo iniziato la nostra attività eravamo controcorrente” afferma Veronica Passerin d’Entrevès “Il termine “sostenibilità” oppure “rispetto del territorio” dovevano ancora arrivare nel lessico comune, soprattutto nel nostro territorio. Il nostro primo passo è stato proprio quello di ascoltare la nostra terra e abbiamo iniziato a produrre unicamente quello che sapevamo ne avrebbe esaltato le caratteristiche.”

Per l’azienda questa è stata una scelta non facile, ma che nel medio periodo si è rivelata vincente, molti dei vini hanno ricevuto infatti premi internazionali, l’ultimo, in ordine di tempo, la medaglia d’oro assegnata a “Il Matto delle Giuncaie annata 2015” dalla giuria di Mundus Vini.

“Abbiamo poi sperimentato” prosegue Veronica Passerin d’Entrevès “perché l’evoluzione è nella natura dell’uomo e del vino; siamo così arrivati al Sangiovese in purezza, rosato rifermentato in bottiglia con il metodo ancestrale. Stiamo già pensando a nuovi traguardi e da qualche anno siamo impegnati con l’Orpicchio, un clone di Trebbiano che abbiamo recuperato espiantando una vecchia vigna.

Di questo vino abbiamo già un paio di annate in cantina e sarà destinato ad una produzione di nicchia (circa 3.000 bottiglie), un orange wine da meditazione a completamento della nostra gamma di bianco.

Dianella, che oltre al vino propone un olio biologico extravergine di oliva e una linea di prodotti cosmetici a base di olio e mosto, ha in calendario un diverse iniziative culturali nei prossimi mesi anch’esse volte a sottolineare ed esaltare il proprio legame e ruolo nel territorio. Si partirà il 28 aprile con la prima delle serate della Prima Edizione del Festival Fuciniano (dedicato al poeta toscano Renato Fucini che ha vissuto a lungo a Dianella) e con alcuni incontri legati all’Associazione Donne del Vino, il primo dei quali si terrà il 1^ maggio e avrà come tema “Il pranzo di Babette” (una rivisitazione alla toscana del pranzo protagonista del celebre film di Gabriel Axel e che sarà accompagnato dai vini Dianella).

 

Dianella a Vinitaly 2018

Pad. 9, Stand C11, Tavolo 8